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L'amore in una bolla di sapone

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Penetra nella mente, come il tarlo nel legno a scavare le gallerie, il riflesso di una vizza regina intenta a menar per l’aia uno sciame di fragili e vane ambizioni umane, miscela di calcolo e lusinga dalle ingannevoli e spettacolari effimere iridescenze. La bolla di sapone, languida lamina tra vanità, gioco e morte, brillante, colorata, lucente, disegna l’incanto che si libera nell’aria, a cui l’uomo è a conferire la magia, soffiandoci sopra. È la materia lieve da cui nasce a gonfiarsi di un respiro e a celare l’inganno di una bolla che sotto la luce riflette il sogno sul quale si eleva. Morbida avventura, vaga indisturbata, intrigante e silenziosa… si fa tragica e infausta quando l’amore è a traghettare, in equilibrio nella valva di una conchiglia alla deriva sul mare, come un ragazzino, allegro e compiaciuto, dai capelli biondi con tanti boccoli in quel dipinto di Dujardin, che    volgendo le spalle al porto e allontanatosi dalla riva, ride mentre gioca a soffiare bolle di sapone e

Sembra un altro uomo | Omaggio a una terra d'Ucraina dentro

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Poi, ci sono quegli altri momenti. Pochi o tanti, non c’entra.   Lo guardo.   Lo osservo.   Lo benedico.   Sembra un altro uomo quando passeggiamo sulla via che costeggia il mare, e lui si incanta, si arresta a mirare l’esplosione di colori e profumi che puntualmente ogni anno ci regalano le fioriture di primavera: giovani foglie color rame scuro che si accompagnano a fiori bianchi dai boccioli rosa; grappoli di fiori rosa acceso dal cuore bianco; piccoli alberi di magnolia, le sue preferite, tempestati di fiori grandi e profumati, dalla base in rosa intenso e quasi bianchi in punta. Sembra percepire dentro l’intima effervescenza di un tempo di risvegli a tal punto da abbandonarsi al piacere che è a rimediare, stampandosi in volto quegli adorabili sorrisi maliziosi di compiacenza.     Sembra un altro uomo quando appoggiato alla spalletta di un’antica terrazza romana sul mare insegue l’incalzare delle mormore fra gli scogli quasi a riva. Il luccicare argenteo, come lampi che guizzano