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Incuria e degrado a Sapri: Un’attenzione influenzata soltanto dal solito adusto potere?

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Immaginate una storia alternativa delle amate all’italiana dove, resi edotti di una situazione ambientale malsana e pure indegna, proprietari e autorità destre fino alla massima in quella veste di cittadino primo del comune capofila, qualcheduno (foss’anche uno solitario) dichiara il proprio impegno a far qualcosa di concreto, adoperandosi così per tradire dio-lo-voglia l’amaro silenzio assordante a confortare già malefedi e incompetenze o la tediosa inadeguatezza confessata nell’atteggiamento di denuncia speculare d’un fatto che anche altri luoghi sono messe allo stesso modo o peggio.     In questo scenario avremmo anche qui un filo di speranza di godere della migliore qualità e pulizia, assicurandoci un più elevato livello di igiene e, insieme, una dignità dello spazio cittadino, come hanno in costume già altrove, in altri luoghi, vuoi vicini oppur lontani, vuoi beati oppur stuprati, una Kherson in Ucraina risvegliata testimoniando.     Ma non è questo il caso di Sapri, una ridente c

Francesco pigliatutto | Ritratti di strada

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Si presenta un giorno, non l’abbiamo chiamato.   Si ferma a mangiare, non l’abbiamo invitato.   Si piglia tutto , non glielo abbiamo offerto.   Si presenta come vive, con il lamento sulle labbra, costante continuo e incessante.     Lui è Francesco, e sostiene d i essere per strada. Senza soldi. Senza affetti. Abbandonato da tutti, amministrazioni comprese. Non ha lavoro. Non lo trova, ovvero, nessuno glielo vuole concedere, nessuno glielo vuole dare, è fuori età, ha cinquantasei anni. E si lagna.     Si lagna dell’ingiustizia, è discriminante, lui vuole un lavoro, ma di quelli seri. Lui vuole un contratto, a tempo indeterminato. Lui vuole alloggio e vuole da mangiare, non è dignitoso vivere per strada, non avere nulla. E si lagna , che paese ingiusto!     Non si rende neanche conto che quelle stesse lagne le spende in faccia a quell’altro, non italiano, della stessa età, lavoratore in nero e assai richiesto per la maestria, sottopagato la sua realtà da quando è qui in terra nostra,

Jarek soldato in fuga | Ritratti di strada

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Ama i cani più dell’ u omo, almeno sembra.    Ama la libertà più della vita, almeno ancora così sembra.    É in giro da molti anni e dorme in terra anche in casa, quelle rare volte in cui ne trova una da occupare temporaneamente. Lui non ama i letti, per niente comodi, gli danno solo il mal di schiena.   Lui è da solo, è così che ha scelto, è così che a lui piace, almeno sembra.     Lui è Jarek , pellegrino e mendicante , un tempo già soldato, è da lì che sa marciare, è da lì che è imbevuto di rigore e disciplina, quelle stesse che fanno della sua arte, il mendicare – o come dice lui, il chiedere - un vero e proprio lavoro...    lui sa gli orari   lui sa i punti   lui conosce le stagioni e i territori da toccare   per aumentare il suo guadagno. É preciso, è organizzato, è preparato, come lo zaino che porta in spalla, marchiano, pesante, e colmo di tutto ciò che a lui occorre, e a lei, la sua regina … Saba, il cane fedele e pure guardiano nelle notti oscure già imbottite d i ombre.